Il neorealismo

  • “Il cinema Neorealista secondo molti ,contribuisce in modo decisivo ad avviare masse di Italiani alla formazione di una nuova identità nazionale dopo le devastazioni della guerra ,alcune scene di Roma città aperta ridanno allo stesso spettatore la coscienza di essere un’entità sociale,capace di scelte e di volontà proprie e soprattutto in sintonia con la collettività.Ma anche a far rinascere nel bene e nel male l’industria cinematografica italiana.”  (W.Veltroni)

480683_10151465105113125_1561953795_n

Il neorealismo è, senza dubbio, il movimento del cinema italiano che ha conquistato maggiori consensi e maggiore fama in tutto il mondo. Ancor oggi, a più di quarant’anni di distanza da una stagione che fu di breve durata, il cinema italiano viene spesso identificato con il neorealismo. Il cinema neorealista è caratterizzato da trame ambientate in massima parte fra le classi disagiate e lavoratrici, con lunghe riprese all’aperto, e utilizza spesso attori non professionisti per le parti secondarie e a volte anche per quelle primarie. I film trattano soprattutto la situazione economica e morale del dopoguerra italiano, e riflettono i cambiamenti nei sentimenti e le condizioni di vita: speranza, riscatto, desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e di cominciare una nuova vita, frustrazione, povertà, disperazione. Per una maggiore fedeltà alla realtà quotidiana, nei primi anni di sviluppo e di diffusione del neorealismo i film vennero spesso girati in esterno, sullo sfondo delle devastazioni belliche; d’altra parte, dall’aprile del 1937, il complesso di studi cinematografici di che era stato il centro della produzione cinematografica italiana, ossia Cinecittà, fu occupato dagli sfollati sino all’immediato dopoguerra, risultando quindi indisponibile ai registi.

Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini è il film che segna l’inizio della nuova epoca. Si tratta di un film emblema della volontà di rinascita del cinema italiano. Realizzato con mezzi di fortuna, Roma città aperta prende spunto da fatti di cronaca relativi al tragico periodo in cui, caduto il fascismo, Roma, in attesa dell’arrivo delle truppe americane, fu teatro dello scontro tra le forze della resistenza e la rabbiosa determinazione dell’esercito tedesco. Il film presenta le vicende intrecciate di gente comune. È un film che va visto oggi per capire le nostre differenze con il passato. Esempio tra i più alti e maturi del Cinema neorealista è il film  Ladri di biciclette, che documenta le difficili condizioni del nostro paese all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. La mancanza di lavoro è forse il problema principale, da cui derivano poi tutti gli altri, a cominciare da una microcriminalità diffusa che trova la sua causa principale nelle condizioni di miseria in cui gran parte della popolazione è costretta a vivere (il ladro della bicicletta di Antonio vive in quartiere degradato, lo stesso furto improvvisato dal protagonista è frutto della sua disperazione).

I LUOGHI D’INCONTRO DEI NEOREALISTI

Gli artisti si ritrovano nello studio di Guttuso a via Margutta e in quello di Carlo Levi a Villa Strohl-fern. Ma si incontrano anche nei caffè e nelle trattorie: tra le più frequentate, quella dei fratelli Menghi, che al momento del conto accettano quadri al posto dei soldi.

l-1

In via Flaminia 57,  ora c’è il  Caffè dei Pittori con una sala interna e una saletta esterna , molto frequentato dai ragazzi della  Facoltà di Architettura e Scuola Per Mediatori Linguistici  ” SSML Gregorio VII“. In questi locali c’è stata per decenni l’Osteria dei Pittori, un posto magico, frequentato nel dopoguerra da tutti i giovani talenti dell’arte astratta e d’avanguardia presenti a Roma. Nell’ Osteria dei Pittori si parlava di arte e, dopo pittori, poeti e artisti di strada, anche i giovani cineasti incominciano a frequentare il locale: Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Rodolfo Sonego, Ugo Pirro, Franco Solinas, Giuseppe De Santis, Elio Petri, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Giuseppe Patroni Griffi, tutti rigorosamente senza una lira.“I fratelli Menghi erano dei veri mecenati” ricorda Magni “ed il cinema italiano migliore, così come anche la pittura e la poesia, deve anche qualcosa a loro, anzi moltissimo, proprio per il modo che avevano di trattenere gli artisti a Roma”.
  I frequentatori principali erano per esempio : Anna Magnani, Federico    Fellini, Ivo Perilli, Roberto Rossellini ma anche scrittori come Italo Calvino  che  dedicò l’opera “Il Barone Rampante”  ad una delle storie ascoltate presso l’Osteria Dei Fratelli Menghi.
  • “Molti dicono che il neorealismo fu un bisogno di risparmiare: non è vero, fu un bisogno di dire la verità, il coraggio di dire la verità, e quindi portare la macchina da presa non più nelle vecchie costruzioni di cartapesta di Cinecittà, ma nella vita, nella realtà dove vivono gli uomini, dove veramente vivono gli uomini.“ (Vittorio De Sica)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s